Terni, Trezeguet: «La vita è oltre il campo»

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Parlare con David Trezeguet, che qualche risultato da calciatore – con le maglie della Francia, della Juventus e del Monaco su tutte – l’ha raggiunto, fa capire perché la sua carriera sia stata al ‘top’ ma soprattutto perché l’equilibrio e le doti umane siano centrali per costruire una nuova vita quando si appendono – il momento viene per tutti e c’è chi lo vive a dir poco male – i famosi scarpini al chiodo. «Quando ho iniziato a percepire che il mio corpo stava cambiando e non era più quello di prima per stare al massimo livello – racconta -, ho iniziato a studiare, ho seguito un corso Fifa a Buenos Aires, ho cercato di preparare quel momento che avevo messo in testa da almeno un paio di anni. E una settimana dopo aver smesso di giocare ero a Torino (da quattro anni Trezeguet rappresenta la Juventus come ambasciatore nel mondo, ndR), città ideale per me dove vivere anche per la sua discrezione, per iniziare un nuovo percorso con la mia famiglia. Penso di aver lasciato qualcosa, di essermi comportato bene se la gente continua a dimostrarmi affetto e, soprattutto, se certe porte, anche quando la mia carriera calcistica era finita, non si sono mai chiuse. Al telefono hanno continuato a rispondermi sempre tutti. Per altri colleghi , magari super campioni ma poco stimati, non è accaduto lo stesso…».

Bomber-imprenditore

‘Trezegol’, così lo chiamavano e ancora lo chiamano oggi i tifosi – bianconeri in primis – è arrivato a Terni venerdì, con una ‘preview’ presso L’écurie di via Silvestri, per partecipare al lancio di una linea di prodotti di cosmesi – Finesse 17 – che rappresentano per lui un altro passo verso il ‘mondo nuovo’, dove l’immagine e le qualità imprenditoriali diventano una cosa sola. «Questi prodotti sono molto interessanti perché accessibili dal punto di vista dei costi e al tempo stesso naturali, diversi perché superiori a ciò che si trova in giro anche in termini di qualità. ‘Finesse 17’ rappresenta una novità per me, decisamente piacevole per ciò che ho potuto scoprire, ma anche per il mercato di coloro che puntano a qualcosa di più rispetto al semplice prodotto commerciale, senza voler spendere cifre esagerate».

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La linea

Con lui, Marco Fazzari, che di ‘Finesse’ è l’inventore e l’anima, e il ternano Valerio Zafferani, titolare della Efit che, oltre a commercializzare propri prodotti – naturali – in ambito cosmetico e non solo, ha svolto un po’ il ruolo di trait d’union. Anche con Coop Centro Italia che accoglie il lancio ‘umbro’ di Finesse – sabato all’Ipercoop di Terni ed a Collestrada a Perugia – ma anche e soprattutto con un mercato in decisa crescita. «Questa linea – racconta Marco – è innovativa anche per le sue qualità che riesce a ‘liberare’ anche attraverso le microsfere che contiene. Vitamine, ma anche Arnica Montana usata dagli atleti al pari della canfora che è un antiossidante. Qui dentro c’è sì la cura per sé, ma anche il senso dello sport e David è una figura ideale per sostenere questo progetto che abbiamo presentato per la prima volta, con successo, a Cosmoprof».

Efit

Anche Valerio Zafferani – che con Finesse ha già un legame stretto – punta ad un’espansione «che con Coop Centro Italia, con cui collaboro da sette anni, è stato possibile realizzare in uno spirito di assoluta collaborazione. La conoscenza con Marco ha fatto il resto, è nata una bella sinergia ed ora puntiamo nuovi obiettivi. La qualità di ciò che proponiamo è superiore ai prodotti più commerciali, ma al tempo stesso c’è quell’accessibilità che quando si parla di prodotti naturali non si riscontra frequentemente».

«Il calcio non è tutto»

David Trezeguet, di cui non si ricordano sui campi di calcio – e lui con la Juventus ha calcato anche quelli della serie B, dando fiducia e venendo ripagato nel corso degli anni – comportamenti e condotte censurabili, rappresenta un po’ il front-man del progetto-Finesse. «Ieri (giovedì, ndR) ero a Roma per un evento di lancio e anche lì – non c’erano solo tifosi juventini – sono stato accolto con un affetto sincero. E c’era davvero tanta gente in piazza di Spagna. Segno che qualcosa forse l’ho lasciato, di positivo. Della mia vita da ex giocatore non posso che essere soddisfatto, non solo per la famiglia, ma anche per gli impegni che mi portano a collaborare anche con la Uefa e la Fifa, oltre che la Juventus. Posso dire che il calcio non è tutto e che serve, come in ogni cosa, equilibrio».

«Non mettete pressione ai vostri figli»

Esempi non troppo edificanti, specie per i giovani, in giro se ne trovano parecchi quando si parla di ‘pallone’: «Sì, ma questo sport mi sento di consigliarlo ancora a tutti i ragazzi. Perché è fondato su valori di lealtà, di spirito di gruppo. I genitori che mettono pressione ai propri figli? Eccedere è quanto di più sbagliato. Perché se poi le qualità ci sono, vengono fuori senza che uno forzi la mano o carichi i ragazzi di troppe responsabilità. Ogni età ha le sue regole e tutto deve essere vissuto nel modo più naturale possibile. Giocare divertendosi è il primo step, poi vengono gli altri, ma dopo. Ancora oggi ringrazio la Juventus che, oltre ad essere una famiglia, considera certi valori fondamentali».

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