Terni, piano periferie: adeguamenti e priorità

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di S.F.

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Il cronoprogramma aggiornato: arriva al 2024

«La nuova amministrazione ha fatto proprio il progetto, pur nella necessità di adeguarlo al mutamento di alcuni scenari, ritenendolo strategico e fondamentale ai fini del rilancio delle politiche urbane, considerate anche le difficoltà operative derivanti dai vincoli del dissesto. Ha dovuto inoltre tenere anche conto delle mutate condizioni introdotte dalla convenzione di modifica, che ha reso necessario prevedere una adeguata risposta in termini di sostenibilità dell’operazione in relazione alla ridotta capacità di indebitamento». È uno dei passaggi con il quale la giunta a guida Leonardo Latini ha dato il via libera al ‘nuovo’ piano periferie (trattasi di richiesta della convenzione di modifica) 13,8 milioni di euro, rimodulato sulla base – l’atto tra Comune e presidenza del Consiglio dei ministri fu sottoscritto nel dicembre 2017, valida per la fase attuativa all’epoca – di quello originale: vuoi per il dissesto finanziario, la predisposizione dei progetti e altre problematiche, inevitabilmente è cambiato il cronoprogramma. Ma non solo.

IL PROGETTO ORIGINARIO DEL 2016 CON SCADENZA AL 2021: 29 TRA INTERVENTI ED AZIONI

La stazione di Terni

Il ‘marchio’

C’è anche una questione di natura politica ovviamente: cambio al vertice di palazzo Spada e necessità di porre il proprio ‘marchio’ sul progetto avviato dalla giunta di Leopoldo Di Girolamo. D’altronde viene messo nero su bianco: «L’amministrazione ha fatto proprio il progetto implementandolo e puntando alla sua valorizzazione come laboratorio strategico della rigenerazione urbana al fine di attribuire allo stesso la valenza di volano per una nuova fase di sviluppo, anche al di là del perimetro degli obblighi legati al bando della presidenza del Consiglio dei ministri». Le zone coinvolte sono note: stazione, ex Bosco, Cmm-Camuzzi, parco Rosselli, ex Onmi, Sant’Agnese, largo Cairoli e dintorni, ex Gruber, Lungonera Savoia fino all’ex bar Hawaii e parte iniziale di viale Brin. Complessivamente si parla di un’area da 114,80 ettari.

7 DICEMBRE 2017, LA FIRMA A PERUGIA CON GENTILONI, ROMIZI E DI GIROLAMO

Il progetto per largo Cairoli

Priorità largo Cairoli

Si tratta di un’integrazione supplementare rispetto all’implementazione richiesta nei primi mesi del 2018 (in questo caso si parla di fase operativa): « Inquadramento del dissesto – viene sottolineato – come causa di forza maggiore non essendo imputabile alla volontà dell’attuale amministrazione e conseguente proposta di modifica del cronoprogramma (che ora arriva al 2024), modulando interventi/azioni in base ai principi di priorità al fine di consentire un percorso di anticipazione sostenibile della spesa anche attraverso, laddove ritenuto necessario, lo slittamento del cronoprogramma oltre i 120 giorni». La priorità massima – annualità 2019 – è per largo Cairoli: «Nuovo mercato giornaliero. Intervento fondamentale per la riqualificazione dell’ambito interessato e per il ruolo dello stesso rispetto al contesto urbano, anche in relazione alla prossimità con alcuni degli gli interventi privati di cofinanziamento del progetto».

PIANO PERIFERIE, LE POLEMICHE DI SETTEMBRE

Vico Possenti e la torre in stato di degrado

Il 2020: focus su Cmm e parco Rosselli

Per l’anno successivo sono diversi gli interventi indicati come prioritari. Si parte dal recupero – via del Lanificio – della casa del custode in quanto «chiave per l’avvio del percorso di rigenerazione dell’ambito ex Gruber e punto di riferimento per le azioni socio culturali rivolte al quartiere; poi l’hub innovazione per la stazione con azione «strettamente legata al restyling del fabbricato viaggiatori ed alla prosecuzione del processo di rigenerazione d’ambito oggetto di accordi ed intese con Rfi, con particolare riferimento all’operazione‘ Piazzetta dell’Innovazione’ al cui interno localizzare anche l’info point turistico d’area vasta; il Rigenstart Bosco nuovi servizi e Fablab riportandolo alla denominazione originaria in «virtù della delibera del 15 maggio 2019 che prevede una diversa valorizzazione dell’intero Cmm ai fini della produzione cinematografica con sistemazione di un primo ambito antistante il complesso, anche in relazione e continuità con l’intervento del limitrofo comparto ex Camuzzi»; riqualificazione e rifunzionalizzazione del parco Rosselli, «fondamentale per il quartiere e le sue criticità, considerata la chiusura prolungata del parco e la condizione di degrado dello stesso, anche dal punto di vista della sicurezza e decoro urbano»; c’è poi il recupero dell’edificio ex Onmi legato alla «rivitalizzazione del Rosselli per i servizi socio culturali da attivare al suo interno ed integrati al parco stesso».

PERUGIA E TERNI, IL TIMORE PER IL PIANO PERIFERIE

L’idea per il fabbricato viaggiatori

La rimodulazione degli importi

Non manca qualche ‘spostamento’ a livello di ridistribuzione e riequilibrio di risorse: «Trasferimento – si legge nel documento – del finanziamento richiesto per l’intervento ‘Connessione Rosselli Brin: intelaiatura urbana est’ all’intervento ‘edificio ex Onmi: recupero e rifunzionalizzazione’; Rigenstart Bosco nuovi servizi e Fablab, riduzione dell’importo con quota da destinare all’intervento ‘largo Cairoli nuovo mercato giornaliero’ in ragione di 200 mila euro e articolazione del budget restante tra parte destinata alla sistemazione degli spazi antistanti il Cmm in ragione di 400 mila euro e parte da sommare all’importo dell’intervento ‘Stazione: hub per l’innovazione in ragione di 200 mila euro; edificio ex Onmi, incremento del budget in ragione di 300 mila euro». Per quel che concerne le tempistiche, il nuovo cronoprogramma parte – l’ipotetica data di esecutività della convenzione aggiornata, ma non è andata così – dal 30 giugno 2019: gli scostamenti per i singoli interventi vanno da 0 a 14 mesi. Uno è già stato completato (l’unico), quello relativo a via dell’Argine. L’altra opera pubblica che ha visto concreta attuazione – seppur parzialmente – è il parcheggio di via Proietti Divi.

FEBBRAIO 2018, L’EX ASSESSORE CORRADI E LA PREOCCUPAZIONE PER I TEMPI – VIDEO

L’area ex Gruber allo stato attuale

Cosa c’è da attendere

Bene, ma c’è bisogno di altro. Ovvero l’approvazione dell’istanza di modifica del progetto da parte della presidenza del collegio dei ministri tramite il gruppo di monitoraggio. Non solo:«In merito all’affidamento dei servizi di progettazione, si ritiene opportuno dare corso al perfezionamento degli stessi in base alle procedure già avviate, tenendo in debito conto le priorità sopra richiamate e finalizzando tutti gli incarichi alla progettazione esecutiva. L’allineamento del bilancio agli scenari proposti avverrà una volta acquisita la formale evidenza dell’efficacia della convenzione di modifica successivamente alla registrazione della stessa da parte della Corte dei conti».

VIA DELL’ARGINE, UNICO INTERVENTO COMPLETATO FINORA

L’area ex Hawaii

Chance intoppo

C’è la possibilità che qualcosa vada storto: «Qualora la registrazione sopra richiamata e la conseguente formale evidenza non dovessero avere luogo o luogo in tempo utile ai fini delle conseguenti registrazioni al bilancio dell’ente dell’articolazione temporale delle priorità relative agli interventi, con particolare riferimento a quanto riportato per l’anno 2019, le operazioni previste per l’anno corrispondente saranno ascritte all’anno 2020 non sussistendo la possibilità, al momento, di procedere attraverso altre forme di indebitamento». Nel frattempo il Comune – cofinanziatore per 723 mila euro, i privati mettono 2,7 milioni e i restanti 10,3 sono la richiesta per il bando – ha già inserito nel nuovo bilancio le singole ‘partite’ per gli interventi.

FOTOGALLERY – I LUOGHI DEGLI INTERVENTI

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