Le critiche al Fondo salva imprese nel Decreto Crescita

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Cristina Petrachi | 24 Giugno 2019 |  Novità

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Fondo salva imprese: photocredit Carole LRNel Decreto Crescita è prevista l’istituzione del Fondo salva imprese, destinato a sostenere economicamente le imprese sub-fornitrici e subappaltatrici che, a seguito del fallimento del general contractor, non stanno più ricevendo i pagamenti dovuti.

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Decreto Crescita – emendamenti per fondo salva-opere e salva-banche

Il Fondo mira, pertanto, ad essere uno strumento per “sbloccare” i cantieri fermi e far ripartire le opere, intervenendo a sostegno delle ditte sub-appaltatrici che rivestono un ruolo fondamentale nel completamento dei lavori e che vanno pertanto messe nelle condizioni di proseguire le attività.

Decreto Crescita – e’ scontro sui fondi UE per il Sud

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Come funziona il Fondo e chi ne beneficia

Il Dl Crescita ha indicato in 45,5 milioni di euro la dotazione del Fondo, suddivisi tra le annualità 2019 (12 milioni) e 2020 (33,5 milioni).

Nello specifico il Fondo sarà alimentato con una percentuale dei ribassi dalle gare nell’ambito dei quadri economici degli interventi.

La misura è destinata a quelle ditte subappaltatrici che non vengono più pagate dall’impresa che si è aggiudicata i lavori pubblici e che verte in stato di crisi. Più nello specifico i 45,5 milioni saranno impiegati per ristorare i crediti verso le aziende interessate da crisi avviate dopo il 1 gennaio 2018.

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Quanto alle tempistiche, il Ministero dei Trasporti (MIT) in una nota pubblicata sul sito, comunica che la misura sarà operativa già prima dell’estate. Le risorse, infatti, sono già state stanziate e pertanto le domande di pagamento da parte delle imprese creditrici potranno essere presentate a stretto giro. A quel punto si prevede un iter di istruzione veloce, sulla base della documentazione che sarà però fornita o dalle stesse imprese creditrici oppure a seguito di controlli effettuati presso il general contractor dell’appalto.

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Le crisi aperte

Grazie al Fondo, il governo mira a intervenire anche su alcune delicate situazioni di imprese subappaltatrici che vantano ingenti crediti. Si tratta, in particolare delle:

  • 120 imprese siciliane creditrici per 60 milioni del gruppo Cmc con 2.500 dipendenti;
  • 28 imprese del Quadrilatero Umbria-Marche creditrici di Glf, Cmc, Coci e Astaldi per 31,6 mln e 697 lavoratori;
  • 20 imprese della Sardegna creditrici di Glf, Oberloser e Astaldi per 16,4 milioni di euro e 400 addetti.

E proprio da queste imprese sono arrivate, nei giorni passati, le critiche per alcune modifiche apportate, alla fine della settimana scorsa, all’emendamento che istituisce il Fondo, come la cancellazione del termine di pagamento urgente dei crediti entro 85-90 giorni.

Un tema su cui, però, è intervenuto il MIT con una nota in cui si afferma  che “non c’è alcun rinvio sine die del pagamento dei crediti pregressi delle imprese subappaltatrici e fornitrici”, specificando invece che “proprio grazie alle risorse già stanziate, quando il Fondo sarà operativo, già prima della pausa estiva, potranno essere presentate le domande di pagamento”.

Decreto Crescita – il giudizio degli stakeholder

Photocredit: Carole LR da Pixabay 

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